DEDICATO ai miei alunni
... che navigano nel sogno, nell'incertezza, nella paura del futuro, nella voglia di crescere, che ridono, che sono innamorati, che mi fanno arrabbiare, che mi fanno ridere, che mi commuovono con il loro pugno di anni, che mi odiano, che mi amano
mtb
Segnalazione

Segnalo questo sito Accendiamo la fantasia : costruzione di frattali. mtb
Appunti per una lezione
CURVA DI H.Von KOCH
di Giuseppe Iaquinto
(L.S. Volta, Torino)

dal Progetto Polymath, segnalato in un post precedente
link
Articolo segnalato da Alice
Corriere della Sera (19 aprile, 2004)
Sezione: letteratura narrativa - Rilevanza: 167%
Il nuovo romanzo in forma di diario (7964 bytes)
Di Stefano Paolo
Gubbio
postato da maria teresa
Domenica 18 Aprile 2004 ore 23:23:30
L'incontro a Gubbio del 16 aprile è stato coinvolgente per i partecipanti, in particolare per tutti quelli che usano il blog in didattica.
Leggete impressioni e commenti su blogdidattici .
Carmelo che è stato con noi ha inviato questa spendida foto di Gubbio.
Grazie a tutti gli intervenuti con i quali ho trascorso momenti meravigliosi
mtb
Silvia & Elisa3ALC
L'immagine di Gubbio è molto bella,ma lo è anche la descrizione che fa Eloisa sulla nostra città, soprattutto perchè ne evidenzia la magia.
Giovedi 22 Aprile 2004 ore 20:16:26]
Articoli nei blog degli intervenuti e non al Convegno
ascolta il saluto di Renato Murelli
Eloisa Di Rocco - la Pizia
Carmelo Stornello - Terra di Mezzo
Maria Rosa Morandi - nietta
Leila Moreschi - maestraleila
Leila Moreschi - roverbellatic
M.Giovanna Guarguaglini - Liceo Sc."Ulisse Dini"
Paola Bordoni - La voce di Ghismunda
Renato Murelli - quadernoneblu
Maria Teresa Bianchi - Matematica...AppassionataMente(1)
Maria Teresa Bianchi - Matematica...AppassionataMente(2)
... oltre a quelli che trovate in blog didattici. Aggiornerò appena avrò notizia di altri: grazie se mi aiuterete. mtb
Mondo Blog di Maria Teresa Bianchi
Comunicazione di Paola Bordoni
Seminario di informazione-formazione
MONDO BLOG
aspetti socio-culturali e didattico-educativi
Auditorium
LICEO STATALE “G.Mazzatinti” GUBBIO
Venerdì 16 aprile 2004
Programma
Mattino
9.30-10.00
Registrazione dei partecipanti
10.00-12.30
Eloisa Di Rocco incontra gli studenti del Liceo "G.Mazzatinti"
Coordina Maria Teresa Bianchi
Pomeriggio
Coordina Gianfranco Cesarini
Presidente della Fondazione “G.Mazzatinti”
Presidente del CLUB UNESCO Perugia
15.00-15.15
PRESENTAZIONE
Gina Federici
Dirigente Scolastisco Liceo Statale "G.Mazzatinti"
15.15-16.30
Il mondo dei blog
Eloisa Di Rocco “la Pizia”
Autrice di “MONDO BLOG” - Storie vere di gente in rete
16.30-17.00
Maria Teresa Bianchi
Docente Liceo Statale “G.Mazzatinti”
Il blog didattico
17.00-18.00
Comunicazioni:
18.00-19.00
Interventi e conclusioni
-----------
A domani ragazzi, insieme ai nostri ospiti!
Segnalazione
Il Progetto Polymath intende offrire l'occasione di un incontro e di un confronto per una nuova matematica nella scuola. Vuole contribuire a diffondere un'immagine della matematica meno fredda e meno antipatica di quella che si trova fra gli studenti e in generale nell'opinione pubblica.
link

Auguri di Buona Pasqua!
mtb

Auguri di pace!! mtb
Dall'abaco al computer
"Non è ammmissibile che studiosi e scienziati, anzichè elaborare e confrontare nuove teorie, perdano le proprie ore come schiavi nelle fatiche del calcolo, che potrebbe essere affidato a chiunque, se si potessero usare delle macchine..."
Leibniz (1670)
LE TAPPE FONDAMENTALI
600 a.C.
In Cina già veniva usato l'abaco.
800 d.C circa
Le opere di Muhammad ibn-Musa al-Khwarizmi, attivo a Baghdad, contribuiscono alla diffusione della rappresentazione decimale dei numeri.
( dal suo cognome nasce la parola Algoritmo)
1452
La stampa dà un fondamentale impulso alla diffusione della cultura. (Gutenberg)
1642
Pascal realizza una macchina calcolatrice chiamata Pascalina.
1671
Leibniz inventa una calcolatrice che, oltre alle quattro operazioni, fa anche la radice quadrata.
1780
Scoperta della corrente elettrica con Luigi Galvani.
1796
Alessandro Volta costruisce una pila.
1801
Il francese Jacquard presenta un sistema a schede perforate in grado di automatizzare i telai per la seta. Nasce la possibilità di programmare il funzionamento di una macchina.
1819
Nascita dell'elettromagnetismo.
1826
Nasce la fotografia.
1834
Il matematico inglese Babbage progetta una macchina che precorre i principi dei calcolatori numerici universali del XX secolo.
1837
Morse brevetta un telegrafo elettrico.
1849
Meucci inventa il telefono e nel 1869 Bell depositerà il brevetto.
1855
Nasce la macchina per scrivere.
Nasce la telescrivente.
1860
Nasce il pantelegrafo, antenato dell'odierno fax.
1877
Nasce la lampadina
1889
Hollerith, riprendendo le schede perforate usate nei telai tessili di Jacquard realizza una macchina in grado di leggere dati codificati da stringhe di bit.
Le macchine di Hollerith elaborano i dati del censimento USA del 1890 in pochi mesi, a fronte dei sei anni richiesti per il censimento del 1880 dalla ditta di Hollerith nascerà IBM.
...il seguito alla prossima puntata
Tratto dal manifesto "Dall'abaco al computer" realizzato dall'IRRE-ER edizione speciale per il Convegno "L'insegnamento dell'algebra (e non solo) nell'era dei computer "
link
Studio semplice di una funzione omografica
2 x - 1
y = ----------
-x + 3
- Dominio -x + 3 >< 0 x >< 3 (>< significa diverso)
- Intersezioni con assi:
con asse x
2 x - 1
y = -------- , y = 0 per x = 1/2 , y =0 La funzione passa per il punto A (1/2,0)
-x + 3
con asse y
2 x - 1
y = --------- , x = 0
-x + 3
x = 0 , y = - 1/3 La funzione passa per il punto B (0, -1/3)
- Asintoti: x=-d/c x=3 asintoto verticale, y=a/c y=-2 asintoto orizzontale
- Segno della funzione
2 x - 1
y = ---------- ,
-x + 3
y > 0 N>0 x >1/2 , D>0 -x + 3 >0 -x>-3 x<3
N------------------1/2++++++++++++++
D++++++++++++++++++++++3--------
Si ha: per x<1/2 y < 0
per x = 1/2 y = 0
per 1/20
per x>3 y<0
Si può poi fare una tabella per trovare le coordinate di qualche punto e tutte le informazioni vanno riportate nel piano cartesiano. mtb

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Hillman: il futuro? Si chiama matematica Mi permetto di riportare per intero questo interessante articolo
| Pierluigi Panza |
 Cultura |
Il celebre psicanalista sarà oggi a Milano per partecipare al convegno organizzato da «liberal» su educazione e istruzione
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Hillman: il futuro? Si chiama matematica
Scrutare da cinquant’anni i miti che sono alla base dell’inconscio collettivo non impedisce allo psicanalista James Hillman di tracciare un futuro senza un ruolo determinante per la psicologia. «Non c’è futuro senza lo studio della matematica - afferma -, e se nel mondo la cultura estetica fosse maggiormente diffusa, non ci sarebbe bisogno della psicologia». Nato nel 1926 ad Atlantic City, Hillman si è laureato al Trinity College di Dublino e ha cominciato la sua attività come terapeuta. Quindi è stato direttore del «Carl Gustav Jung Institute» di Zurigo e, nel 1960, ha pubblicato il suo primo bestseller, Emotion , con il quale ha fondato la Psicologia degli archetipi. Oggi, alle 12 e 30, sarà al Centro congressi Cariplo di Milano dove terrà l’intervento «Il numero e i suoi nemici» (ma dice che sarebbe meglio il titolo «La resistenza verso la matematica») nell’ambito del convegno «L’educazione e l’istruzione nel XXI secolo. La civiltà, la qualità, la libertà» promosso dalla fondazione «liberal». A seguire gli interventi di numerosi docenti universitari italiani.
Professore, come mai uno studioso degli archetipi e dell’inconscio come lei elogia la matematica?
«La supremazia della cultura occidentale dipende dalla tecnologia, e questa dalla matematica. Dagli studi scientifico-matematici dipende il nostro futuro, e la disaffezione degli studenti verso queste materie è un problema serio: senza matematica non avremo futuro».
In Italia, si parla ancora di «due culture», umanistica e scientifica e, per un retaggio crociano, spesso di supremazia degli studi umanistici...
«È una vecchia idea, nata nel Rinascimento. Il problema, oggi, è la specializzazione che caratterizza l’insegnamento delle discipline scientifiche e che allontana i giovani, volgendo il loro interesse verso ideali nobili di comunità, solidarietà... In futuro, bisogna che lo studio della scienza sia connesso con questi ideali e non resti confinato. Oggi, i computer e la tecnologia governano anche la guerra e gli armamenti: per questo il sentimento dell’uomo è sempre più lontano dall’appassionarsi per gli studi scientifici. La scienza appare come una forza distruttiva. E così aumenta la disaffezione dei giovani verso le discipline matematiche».
Si può ritenere che una sorta di omologazione o globalizzazione dei metodi d’insegnamento possa favorire il superamento delle incomprensioni e dei conflitti tra le nuove generazioni?
«Noi abbiamo una scienza comune e, non si dimentichi, la nostra matematica e la nostra filosofia vengono anche dagli arabi. Ma la cultura non è omologabile. Educare significa costruire una persona, non imporre. La globalizzazione fa venir meno proprio l’individualità della persona: educare, invece, è tirar fuori da me quanto io già sono».
Che pericoli vede all’orizzonte nei nuovi metodi educativi?
«Il pericolo è che avvenga ciò che già sta iniziando negli Stati Uniti. Qui si inizia a sovrintendere l’educazione culturale, specie quella degli studi arabi, con organizzazioni semigovernative. C’è un’infiltrazione del governo nella libertà d’insegnamento. Prima, l’educazione era un sistema separato dal sistema politico, diversamente da quanto avviene in Italia e in Francia! Ora tende a servire fini politici».
Nella nostra società delle comunicazioni, nella cosiddetta «società dello spettacolo», i «media» esercitano un’influenza determinante. Avranno un ruolo strategico anche nella didattica, anche nell’apprendimento?
«Non ho nessuna fiducia nei "media", salvo che in uno: Internet. Questo è un media alternativo, o un "submedia", ed è un importante strumento di ricerca individuale. Ma l’educazione di Internet deve essere "a coté" di quella ufficiale».
Quanto a televisioni e giornali...
«Potrebbero essere importanti come strumenti, ma sono influenzati politicamente, religiosamente, ideologicamente. La parola programma, che si usa per la televisione, è molto brutta; l’arte, ad esempio, non ha programma, non è mai stata soggetta a un programma. Programma significa propaganda, perché fa parte di una struttura. I programmi sono influenzati dai governi».
Lei, in un’intervista, ha parlato di «importanza della bellezza». Quanto conterà negli studi del futuro quell’«educazione estetica» invocata da Goethe, Schiller e dall’idealismo tedesco come base per la formazione di un individuo completo?
«Sarà la più importante possibilità da sfruttare. Ho scritto ora un libro intitolato A terrible love of war (uscirà in autunno in Italia da Adelphi, ndr ) in cui sostengo che dove si diffonde intensità estetica, ovvero passione come i giovani hanno per la musica e per l’arte, c’è meno attrazione per la guerra. L’intensità estetica allontana la guerra. Non a caso negli Stati Uniti gli spazi per l’educazione estetica si sono enormemente rimpiccioliti».
E per la sua psicologia che spazio ci sarà?
«Non saprei. Se la cultura estetica fosse maggiormente diffusa non ci sarebbe bisogno di psicologia. Ma il problema è che troppe persone abbandonano gli studi di matematica. Si deve tuttavia considerare che non esistono solo forme di comprensione linguistiche o matematiche del mondo, come i test universitari oggi farebbero credere. Come ha mostrato Howard Gardener in un suo celebre libro, esistono almeno sette diverse forme di intelligenza: quella logico-matematica è una sola tra queste! Per questo è necessaria una diversificazione negli studi e non un’omologazione. Ma senza che si abbandoni la matematica».
Ma come insegnarla, allora?
«La scuola deve insegnare la matematica con più immaginazione e meno autorità. Certo, la matematica ha un suo aspetto teorico che ne rende l’insegnamento per forza un po’ autoritario; e, per questo, gli studenti scappano! Io sono uno psicologo, e quindi studio i sintomi, e ritengo che questo esercizio dell’autorità faccia scappare i giovani».
E per lo studio dei miti ci sarà ancora posto nella società tecnologizzata e globalizzata?
«Il mito resterà essenziale nello studio della storia. Nella psiche e nella descrizione dei grandi eventi il mito riemerge sempre: per questo motivo si parla ancora delle Crociate; attraggono gli studi sul pianeta Marte e Omero con l’ Iliade vengono riscoperti per capire le guerre di oggi».
Professore, lei parla dei giovani, ma la società europea è sempre più vecchia. Che ruolo potranno avere gli anziani nell’indirizzare l’educazione delle future generazioni?
«Devono raccontare ai giovani chi sono stati. Non devono imporre, non devono sgridare. Devono far loro vedere come sono stati, dire: "Ecco eravamo così". Mostrare, parlare e ricordare le radici. La storia parte dalla riscoperta di come erano gli anziani che ancora ci sono. Sono il tramite verso gli studi storici».
Il convegno «L’educazione e l’istruzione
nel XXI secolo», organizzato da «liberal», si tiene
oggi e domani a Milano, al Centro congressi Cariplo (via Romagnosi 6). La conclusione
è prevista per domani al Teatro Grassi, via Rovello 2 (alle ore 10 ).
Oltre a quello di Hillman, sono in programma (tra gli altri) anche gli interventi di Dino Cofrancesco, Gianni Baget Bozzo, Piero Melograni, Emanuele Severino
da www.sophia.it
Sono emozionata!
Blog didattici: lezioni in rete e un convegno per scoprirli
Andate su sophia
Grazie al Coordinatore di redazione
Giorgia Gianni
mtb
Per la classe 2 ALC
Nel blog di classe c'è un esercizio svolto sulle equazioni parametriche di secondo grado. A presto ragazzi mtb
Il pesce d' Aprile 
Alcune notizie e curiosità - La girandola - Wikipedia
A me ha fatto uno scherzetto: una bella febbre!!! mtb